Il CIRE, Centro di Iniziativa Regionale ed Europea

 è un'Associazione culturale senza fine di lucro fondata nel 1972 dal prof. Paolo Venturi, che ne è divenuto in seguito prima direttore e infine presidente, insieme ad alcuni amici di ispirazione europeistica, uomini e donne che occupano al tempo posizioni prestigiose nel panorama economico, sociale e politico non solo milanese, ma anche regionale, nazionale ed europeo. Tra questi fondatori storici del CIRE possiamo ricordare l'on. Mario Dosi, il prof. Orio Giacchi, Salvatore Cannarella, la prof. Ombretta Fumagalli Carulli, l'avv. Filippo Meda, il sen. Michele Saponara, l'ing. Leopoldo Cattaneo, il notaio Giuseppe Fossati. Su tutti domina sicuramente la figura guida di Mario Romani, ispiratore, teorico e presidente del Centro. Il suo incontro con il CIRE avviene sulla base di ideali condivisi: "la costruzione di una reale integrazione europea attraverso la valorizzazione del ruolo delle Regioni e la correzione degli squilibri della società industriale, attraverso una crescita non solo economica, ma soprattutto culturale dell'uomo […], quella capace di affermare concretamente la priorità delle esigenze di una crescita totale dell'uomo rispetto a quelle del mondo della produzione".

Dietro queste parole di Mario Romani, straordinariamente attuali a trent'anni di distanza, non solo intravediamo con chiarezza la posizione politica del CIRE, vale a dire "l'impegno democratico per la costruzione concreta di un'Europa delle Regioni, basata sull'autonomismo e sul federalismo" (felice sintesi del fondatore Paolo Venturi), ma anche la collocazione delle sue radici nel profondo e fecondissimo terreno cristiano e cattolico della cultura milanese di quegli anni, terreno che trova il suo riferimento principale nel mondo culturale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, da cui non per caso proviene la maggior parte dei fondatori nominati prima. Le radici dell'Europa sono cristiane e non si può pensare di costruire un'Unione Europea politica ed economica senza riferirsi costantemente e obbligatoriamente a questa dimensione originaria.

Per questo motivo l'iniziativa del CIRE si configura sin dall'inizio delle sue attività culturali in questa direzione. Nel marzo 1974 viene fondato il Circolo Giovanile Europa Libera (CGEL) sotto il patrocinio della Federazione Volontari della Libertà e dell'Associazione dei Partigiani Cristiani. Il Circolo vuole promuovere un'azione formativa e culturale nel mondo giovanile, impegnandosi concretamente nel mondo scolastico e lavorativo. Nel maggio dello stesso anno Sergio Zaninelli, titolare di storia economica a Trento, guida una manifestazione dedicata a "I cattolici italiani e i problemi della trasformazione industriale del nostro Paese". In un suo intervento il prof. Zaninelli dà per così dire una tirata di orecchie al mondo cattolico, ricordando da un lato l'accentuarsi delle tensioni sociali connesse alla fase più intensa del mutamento, dall'altro le difficoltà del movimento cattolico nell'organizzare e gestire la situazione, impegnandosi in azioni concrete non dettate da schemi a priori.

Nel 1975 proprio Sergio Zaninelli viene chiamato a ricoprire la carica prestigiosa di presidente, dopo la scomparsa di Mario Romani. L'attività del Centro si rivolge ad una serie di conferenze sul tema del trattamento socio-ospedaliero degli anziani e ad un'inchiesta sulla partecipazione politica nella Democrazia Cristiana Lombarda, che viene conclusa l'anno successivo. La relazione conclusiva di Scipione Novelli già fa intravedere, con grande anticipo, le prime avvisaglie della crisi dei grandi partiti, delle ideologie e della militanza di campo.

Nel 1977 Luigi Noè diventa presidente del CIRE e riceve anche l'incarico di europarlamentare. Questo fatto così significativo rafforza la dimensione europeistica del CIRE e apre tutta una serie di iniziative legate all'Europa e alla sua costruzione. E' questa anche l'occasione per confermare e rafforzare l'ispirazione cristiana originaria. Gli Incontri Europei del 1979, anno delle prime elezioni europee a suffragio universale, vengono concepiti con l'intento di offrire un vasto panorama informativo e formativo delle più attuali tematiche che si dibattono a livello europeo in una prospettiva cristiana dell'Europa. L'istanza cristiana di cui il CIRE si fa portavoce con incisività sempre crescente vuole rigettare soluzioni che sono contrarie alla libertà umana per sviluppare quella solidarietà tra le persone e tra i popoli che sola può dare luogo ad una vera giustizia sociale. E' un richiamo all'anima naturaliter christiana di tutti gli uomini di buona volontà.

L'attenzione del CIRE non può che rivolgersi anche alla scuola, luogo privilegiato per la formazione dei giovani ed è importante ricordare che in quest'anno Paolo Venturi viene chiamato dal Provveditorato agli Studi di Milano a gettare le basi di un progetto per l'insegnamento europeo, primo progetto assoluto in Italia. Tra i tanti incontri organizzati a proposito Prospettiva cristiana sull'Europa di Piero Conte, autore del libro I Papi e l'Europa, la presentazione di un altro libro di G. Battista Trizio Educare all'Europa, il convegno sulla Formazione e compiti dell'insegnante europeo, con gli interventi di L. Dadda e G. Tramarollo, per citare solo quelli che hanno avuto maggiore risonanza.

Negli anni successivi l'impegno del CIRE prosegue, arrivando fino al 1990 dove si registra la filiazione con il gruppo GIE (Giovani di Iniziativa Europea), che continua l'impegno del CGEL rendendone più attuali i contenuti e le discussioni, e la pubblicazione del primo numero della rivista Regione Europa, che si propone come punto di riferimento per quanti operano nel mondo economico, in particolare le piccole e medie imprese, al fine di approfondire la conoscenza dei concetti essenziali all'integrazione europea. Nel Comitato Scientifico originario di Regione Europa rientrano anche Piero Bassetti, Angelo Caloia, Alberto Falk, Roberto Mazzotta, Eolo Prodi, Cesare Scurati e Sergio Zaninelli, nomi che riconfermano la radice cristiana delle iniziative del CIRE.

Nel 1992, anniversario dei suoi giovani ma vissuti vent'anni, il CIRE organizza due mostre, una presso l'abbazia di Morimondo sul ruolo delle abbazie nella costruzione della città e della cultura europea, e una seconda presso il Circolo della Stampa a Milano dedicata a Jean Monnet, uno dei padri cristiani fondatori dell'Europa. Nei successivi anni l'attività culturale del CIRE si concentra nell'organizzazione di incontri, diretti soprattutto ai giovani, per contribuire alla formazione dei cittadini europei. In quest'occasione Paolo Venturi, divenuto nel frattempo presidente del CIRE, ricorda come il CIRE voglia proseguire nello sforzo di organizzare l'impegno di quanti credono ad un'Europa cristiana delle regioni.

L'impegno del CIRE non è comunque soltanto un impegno dei cattolici per i cattolici, ma si dirige con entusiasmo verso tutte le persone e le culture più diverse, in particolare verso le giovani generazioni. Lo scopo rimane quello di promuovere iniziative tendenti a formare e sviluppare una cosciente sensibilità della nuova realtà regionale in prospettiva europea, consapevoli che "non v'è problema regionale che non debba essere affrontato se non a livello europeo, come non v'è problema europeo che non debba tenere conto della differenziata realtà regionale". Per questo l'iniziativa del CIRE si è rivolta anche al mondo della politica e all'educazione dei giovani in questo senso. Nel dicembre del 1972, il giorno stesso della sua inaugurazione celebrata presso il Teatro San Babila, il presidente del Consiglio italiano del Movimento Federalista Europeo, Giuseppe Petrilli, tiene un interessante discorso su Autonomismo e federalismo: i fondamenti di un'Europa delle regioni.

Negli anni successivi si inaugura un modello tipico di approccio che verrà poi quasi sempre seguito. Si tratta cioè di analizzare la realtà italiana avvalendosi dell'esperienza europea di molti dei membri del Direttivo del CIRE. In questo senso si collocano gli incontri del 1973 sulla tossicodipendenza e sul ruolo della classe dirigente nella società civile. Negli anni successivi vengono affrontati nel medesimo modo i temi attuali dell'assistenza agli anziani (1974), la riforma sanitaria (1977), il processo educativo e il mondo della scuola (1978). Nel 1974 prende il via anche l'iniziativa dei martedì del CIRE con un Corso di formazione culturale e politica, che riceve un notevole successo di pubblico. Anche l'economia si pone tra gli interessi costanti del CIRE, in modo particolare l'attenzione ai problemi della piccola e media impresa lombarda, problemi che vengono comunque sempre affrontati in un'ottica di apertura europea.

Nel 1988 il CIRE, in collaborazione con la Cariplo e il Ministro dell'Ambiente Mario Pavan, pubblica le Carte ecologiche europee, un libro che testimonia l'impegno anche nel settore della difesa dell'ambiente e che fornisce un quadro aggiornato delle iniziative del Consiglio d'Europa per la protezione dell'ambiente.Le celebrazioni per i vent'anni di vita e attività (1972) confermano la triplice direzione degli interessi del CIRE (socio-economico, politico-istituzionale e culturale-educativo): il numero speciale di Regione Europa conferma il ruolo centrale della rivista del CIRE nella vita politica e culturale milanese. Dal 1996 il Centro di Iniziativa Regionale ed Europea è impegnato nel campo della formazione con i progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

Ma alla fine del 2001 Paolo Venturi muore improvvisamente e alla presidenza viene chiamato Giuseppe Lucania, già parte del gruppo storico originario, che, circondandosi di un gruppo di fedeli e attivi collaboratori, ridà vita ad una serie di iniziative del CIRE, sempre all'interno dell'ambito della formazione cui il centro si è dedicato negli ultimi anni. Il CIRE si inserisce così nel panorama dei Corsi di Formazione del Fondo Sociale Europea (FSE) e suscita l'interesse sempre più marcato di varie personalità, enti, associazioni, che è la più bella conferma di un'eredità trentennale ricevuta dal passato.
Proprio questa eredità si è voluto festeggiare con la prima edizione del Premio CIRE per l'Europa, dove, nel corso di una sentita cerimonia presso il Circolo della Stampa di Milano, che ha avuto luogo l'11 aprile 2003, si sono volute premiare alcune personalità che con il loro lavoro hanno contribuito allo sviluppo e alla diffusione degli ideali europei. Tra questi citiamo mons. Gianfranco Ravasi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Romano Bracalini, Vicedirettore del Tg3, Natale Cascinelli, oncologo e direttore scientifico dell'Istituto Nazionale per la cura dei Tumori a Milano, Annalisa Cima, poetessa e direttrice della Fondazione Schlesinger di Lugano, Umberto Di Capua, Presidente Elettronica Aster, Claudio Gemme, Direttore Generale Ansaldo Sistemi Industriali e l'Istituto Leone XIII di Milano, scuola cattolica dei padri Gesuiti. Sono intervenuti a questa cerimonia Ettore Albertoni, Assessore alle Culture e alle Identità regionali, Enrico Ferri e Cristiana Muscardini, Europarlamentari, e Paola Iannace, Assessore alla Cultura e ai Beni Culturali della Provincia di Milano). In questo modo l'Europa dell'ufficialità del presente e quella dei cittadini che la stanno gestendo e per lei stanno lavorando, si incontrano per riconfermare i propri valori fondamentali di riferimento, quei valori che sono mirabilmente sintetizzati dalle dodici stelle della bandiera europea, le stelle della corona di Maria, simbolo quindi non solo politico, ma morale e cristiano della nostra identità europea.

 

                      

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